News6 Agosto 2018by Dante RuscelloUn re non aristocratico che riscrive la storia…del Tennis

La storia di cui voglio scrivere oggi tesse le lodi di un uomo che è divenuto leggenda. Che ha saputo coltivare la sua passione, ci ha creduto e continua a...
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La storia di cui voglio scrivere oggi tesse le lodi di un uomo che è divenuto leggenda. Che ha saputo coltivare la sua passione, ci ha creduto e continua a crederci. Per questo credo debba essere una vetrata attraverso la quale osservare e trarne degli insegnamenti.

Questa è la storia del Re del tennis: Roger Federer.

2 Luglio 2001: il giorno in cui tutto cambiò nel mondo del tennis.

Un passaggio di consegne sul campo centrale di Wimbledon, tra il veterano Pete Sampras e il giovane Roger Federer. Da una parte il più forte giocatore della terra all’epoca, dall’altra il talentuoso e ribelle ragazzo svizzero.

Cinque interminabili set e poi …game, set e match.

L’emozione ha il sopravvento: le gambe tremano, cade in ginocchio e inizia a piangere. Questo è l’inizio della fantastica storia di Roger Federer.

“Ha tanto di quel talento contenuto nel suo corpo che è quasi difficile da credere. Direi che è quasi ingiusto che la stessa persona possa fare tutto come lui, servire, tirare diritto, rovescio, volée. E muoversi come sfiorasse solo il terreno, che è la caratteristica dei fenomeni” (Rod Laver, dueGrand Slam nel 1962 e 1969).

Nel giro di pochi anni batte giocatori di esperienza, scala la classifica ATP e arriva a vincere il Grande Slam.

 

 

Diviene il più grande giocatore di tutti i tempi e incredibilmente lo è proprio adesso, mentre siamo vivi e lo possiamo vedere.

Mi sono persa Freddie Mercury, le magnifiche giocate di Maradona, il talento di Troisi o l’esilarante Totò… ma lui no! E posso finalmente dire: io l’ho visto, l’ho seguito e gli ho visto fare cose incredibili …che quasi superano l’umano.

Eh sì, perché Federer ha veramente più talento degli altri. L’unico che può chiudere con un vincente da qualsiasi parte del campo, che domina quasi tutte le partite incluse quelle che perde, che ammutolisce inventando cose nuove.

 

 

Federer gioca e c’è qualcosa che ti lega al campo, che non ti permette di staccare gli occhi da quel punto … proprio lì.. dove c’è lui, come dal palco su cui avvertivi, prima che vedere, la figura di Freddie Mercury, come dal campo di pallone dove andavano in scena le magie di Maradona o dallo schermo della televisione in cui ti incollavi per non perdere un singolo frame di Trosi o Totò e dalla linea dell’orizzonte di tutti i tramonti che ci hanno fatto restare immobili per un attimo.

A renderlo incredibilmente popolare sono stati certamente i suoi innumerevoli trionfi, la straordinaria eleganza dei suoi gesti tecnici, la disponibilità verso le cause umanitarie, ma anche il fatto che ti viene voglia di essere come lui.

E capisci che il sacrificio, l’umiltà e il duro lavoro, conditi con una grande forza psicologica, con la capacità di fare i conti con la tensione e trarne (talvolta) anche vantaggio …alla fine sono destinati a premiare.

 

 

Sappiamo benissimo che non vince sempre il più forte (la storia ne è piena di eventi), vince chi riesce a imporre i propri fondamentali. Ed è questo principio che rende lo sport imprevedibile, che consente al Sassuolo di battere la Juve, alla Juve di battere il Barcellona, alla Grecia di vincere gli Europei.

Essere il numero uno, e questo vale nella vita in generale, significa non avere nessuno davanti. Nessuna scia da poter rincorrere. Ma si traduce, inevitabilmente, con la lotta e lo scontro più grandi …quella contro sé stessi e il proprio metro interiore.

Morale della favola?

Roger ha battuto qualsiasi avversario e, soprattutto, ha superato sé stesso, sbocciando in una nuova giovinezza dopo infortuni che lo volevano oramai fuori dal rettangolo da gioco.

Una vera e propria rinascita, resa possibile dalla smisurata forza d’animo che lo caratterizza. Federer è riuscito nell’impresa di perfezionare i propri colpi all’età di 36 anni, segno che tendere e aspirare al miglioramento possono davvero fare la differenza.

 

 

 

Paola Catalano

Consulente Marketing & Comunicazione

paolacatalano@ramitalia.it

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