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News5 Febbraio 2021by Filomena PietrangeliChi sono i micro-influencer e perché dovresti lavorare con loro?

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Sicuramente non stiamo parlando delle grandi Star con milioni di followers o di celebrità Hollywoodiane e nostrane che decidono di aprire un account social.

In questo caso il loro numero di followers è generato dalla loro popolarità acquisita “offline” e non di una vera e propria strategia online.

 

Chi sono i micro influencer?

Bene.
Sono persone “normali”, come me e te, che un bel giorno hanno aperto un profilo su Instagram o su Youtube per condividere una passione e nel tempo hanno costruito una propria community che li segue e con cui interagiscono attivamente.

Questi micro-influencer parlano degli argomenti più disparanti: dai viaggi allo yoga, dalla cucina al giardinaggio. La differenza è che hanno saputo crearsi una nicchia di followers (meglio dire “persone”) fedeli, perché interessati a un contenuto specifico con cui sono sempre in contatto grazie alle stories, commenti e messaggi privati.

Molto spesso, ti dirò, non sanno di essere “influencer” o non si considerano tali e questo li rende autentici nel modo di comunicare, dedicando tempo ed impegno ai contenuti di qualità caratterizzati da uno stile riconoscibile.

 

Quanti followers ha un micro-infuencer?


Lo so che te lo stavi chiedendo…ma se parliamo di numeri ci sono opinioni discordanti.

Secondo alcuni bisogna avere almeno 10.000 followers per essere definiti micro influencer, mentre si definiscono nano-influencer gli utenti che hanno da 1.000 a 10.000 followers. Secondo altri, basta avere dai 1.000 ai 20.000 followers per entrare nella categoria, perché (come sostiene NetStrategy ) oltre i 20k si diventa influencer “di professione”.

In tutto questo dobbiamo però tener conto di una cosa fondamentale: oggi più che mai il numero dei followers è un indicatore ingannevole.
Sai perché? Molto spesso si incappa in persone che per guadagnare acquistano followers. Fortunatamente però Instagram sta muovendo dei passi a riguardo.

Per concludere…

Il mio consiglio è di ricorrere ai micro-influencer e ai nano-influencer nella tua strategia di marketing. Soprattutto se ti rivolgi alla Generazione Z. Ora ti spiego il perché.

Un mese fa feci un sondaggio nelle mie storie Instagram per capire che impatto avessero gli influencer nella scelta d’acquisto dei miei “followers” (odio questa parola!).
Il risultato che è venuto fuori mi ha sorpreso ma ha evidenziato un cambiamento di psicologia d’acquisto interessante:

i Millennials non acquistavano per fiducia degli influencer, ma molti scoprivano grazie a quest’ultimi il prodotto a cui forse erano interessati. Dopodiché andavano ad informarsi e a leggere le recensioni e poi, solo alla fine concludevano un acquisto (Si, noi Millennials siamo troppo…).
Cosa diversa per la Generazione Z! Tutti, ma proprio TUTTI hanno confermato che acquistano subito perché “si fidano” della persona che seguono.

Quindi se vuoi dare una visibilità maggiore al tuo prodotto e vorresti incrementare le vendite, ti consiglio di ricorrere a queste due categorie di influencer, in quanto hanno un rapporto diretto con la loro community.

Se sei interessato a capire come fare per selezionare gli influencer, contattami. Sarò felice di darti una mano!

 

Filomena Pietrangeli
Marketing & ADS Analyst
filomenapietrangeli@ramitalia.it
331 1414894

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