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News28 Luglio 2018by Dante RuscelloSe la sorte ti dà in mano un limone, fanne una limonata!

Quella di oggi è una vicenda umana e imprenditoriale che incarna il sogno di chi passa dagli stracci alla ricchezza grazie al coraggio, alla determinazione e...
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Quella di Andrew Carnegie è una vicenda umana e imprenditoriale che incarna il sogno di chi passa dagli stracci alla ricchezza grazie al coraggio, la determinazione e il duro lavoro.

Da una situazione d’indigenza riuscì a creare un impero economico e a diventare uno degli uomini d’affari più potenti del mondo. I suoi primi impieghi gli valgono pochissimi dollari al mese, ma la lungimiranza e determinazione di Carnegie non tardano a manifestarsi.

La vita di Carnegie è una preziosa fonte di ispirazione per la generazione imprenditoriale di oggi impegnata nello sviluppo digitale.  Andiamo a ritroso nelle sue esperienze, per osservare alcuni degli aspetti fondamentali della sua esistenza che hanno fatto la differenza in passato e possono farla anche oggi.

 

LA LUNGIMIRANZA

Emigrato negli Stati Uniti, soltanto adolescente intuisce le enormi potenzialità del telegrafo e decide di sfruttarle. Assunto come fattorino dalla compagnia locale di telegrafi, nel poco tempo libero a disposizione si fa insegnare dal suo superiore a decrittarne i codici. Una mossa arguta: brucia le tappe e diventa il responsabile dell’ufficio di Pittsburgh a 18 anni. È soltanto l’inizio.

 

IL CORAGGIO DI OSARE

In pochissimi anni Carnegie già ricopre ruoli di prestigio. Eppure decide di lanciarsi in una nuova sfida: quella degli investimenti. Compra alcune azioni che si sarebbero rivelate fortunate e con quei soldi acquista terreni per cercare il petrolio. Proprio quando stava per arrendersi, trova un giacimento. Aveva i treni e aveva il petrolio. Ancora una volta, non gli bastava.

 

 

LA RESILIENZA

Con l’ambizione di costruire strade e ponti, compie il passo più importante della sua vita. Fonda la Carnegie Steel Company, quello che sarebbe diventato il colosso dell’acciaio negli Stati Uniti. In realtà, prima del successo, Carnegie attraversò una crisi profonda. Prima dell’acciaio aveva provato a utilizzare il ferro ma fu un vero fiasco. Il ferro non funzionava più e rischiava di perdere tutto. Non si perse d’animo e passò all’azione. E all’acciaio. Fu un’apoteosi: Carnegie diventa uno degli uomini più ricchi al mondo. L’acciaio porta il suo nome.

 

L’ALTRUISMO

A sessantacinque anni vende le sue società per la cifra astronomica di cinquecento milioni di dollari. Da allora in poi Carnegie dedica la propria vita alla filantropia finanziando biblioteche pubbliche, scuole, musei, università e fondazioni per aiutare i giovani, senza risorse, ma con grandi ambizioni.

“Spenderò la prima metà della mia vita creando ricchezza
e la seconda metà donandola agli altri”.

Ed è stato proprio questo il destino del magnate dell’acciaio. Per lui la ricchezza era un dono sacro che il suo possessore deve amministrare nel bene della comunità, aiutando gli altri.

Nel 1908 Carnegie incaricò Napoleon Hill di intervistare uomini e donne affermati per trovare la formula del loro successo. Il risultato è racchiuso in un libro dal titolo emblematico: “Pensa e arricchisci te stesso”, uno dei libri più letti al mondo. In realtà per Carnegie il segreto del successo era racchiuso in un’unica formula: la cultura del fare. Per lui bastava muovere le mani e l’intelligenza e non darsi mai per vinti: “Quando la sorte ci da in mano un limone, cerchiamo di farne una limonata”.

Un’illuminante fonte di ispirazione per chi ha una gran voglia di fare. Senza paura di cambiare, di innovare e soprattutto di fallire.

 

 

 

Silvia Lansione
Consulente HR & Web
silvialansione@ramitalia.it
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