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News16 Ottobre 2020by Filomena PietrangeliNeuromarketing: 5 consigli per la tua strategia marketing

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Il desiderio di una bibita gassata subito dopo averla vista in TV; un cappello che non si abbina con nessun abito nel vostro armadio; quel vestito che sbuca con tanto di etichetta dall’armadio che non ricordavate nemmeno come e perché l’avevate preso.

Sarà capitato anche a voi, a me personalmente si, quindi, diciamocelo con molta franchezza: considerarci individui pienamente razionali e coscienti delle nostre azioni, dei nostri acquisti è davvero una bella bugia.

E’ proprio da questo che è nata la psicologia dei consumi e il neuromarketing, per chiarire tutti questi aspetti del nostro pensiero e di come funzionino le nostre scelte. Queste informazioni, va da sé, sono fondamentali per organizzare e gestire la comunicazione nella nostra azienda.

Occorre tener presente una cosa: le parti più profonde del nostro cervello sono più allenate e più funzionali, naturalmente, perché devono badare alla nostra sopravvivenza (cervello rettile), ma il risultato di questa evidenza è che spesso noi abbiamo molte poche possibilità di comprendere perché nascono certi giudizi, movimenti o scelte dentro di noi (avvenute per lo più in modo incontrollato, automatico e rapido).

Una volta che si sono verificate, noi esseri umani cosa facciamo? Proviamo a sostenerle con la logica…in qualche modo le giustifichiamo.

Come può un’azienda fornirsi di questa conoscenza?

Ecco 5 consigli derivanti dalle neuroscienze da applicare e tener presente nelle tue strategie marketing:

1. LAVORA SULL’IMMAGINE INCONSCIA DEL TUO MARCHIO.

I tuoi clienti elaborano contenuti pubblicitari, anche se non stanno cercando un prodotto da acquistare. Le indagini di neuromarketing e gli studi di psicologia dei consumi, mettono chiaramente in luce che in un messaggio giocano un ruolo dominante i “dettagli: i colori, i font, l’organizzazione spaziale, la direzione, ma anche i fattori che determinano il momento: la stagione, l’ora del giorno in cui si viene a contatto con il messaggio, il periodo sociale.

Naturalmente tutte queste variabili sono legate al genere, all’età, allo status e così via.

E’ utile quindi incorporare elementi specifici del marchio (come logo, colori distintivi dell’azienda o hashtag) in ogni risorsa e su ogni canale, online o offline.
Per far questo le aziende devono dunque avere ben chiari gli obiettivi (che mai si possono risolvere con un superficiale “vendere”), i valori e cosa possono offrire al consumatore in termini di bisogni profondi. Il loro inconscio, allora, ti troverà.

 

2. E’ TUTTA QUESTIONE DI PERCEZIONE.

La percezione non è preceduta da una sensazione, ma è un processo immediato influenzato dalle passate esperienze, l’esito di una combinazione di diverse componenti esperienziali.

La capacità di percepire un oggetto, quindi, deve essere rintracciata in una vera e propria organizzazione presieduta dal sistema nervoso e non da una banale immagine focalizzata dalla retina.

Un esempio?
Prova a saltare il pranzo, alle 19:00 entra in un pub o una pizzeria e osserva i panini o le pizze che vengono servite. Come le vedi?
Perciò è bene prestare alla forma, alla comunicazione.

Al nostro “rettile” (la parte del nostro cervello più profonda) piacciono le analogie e le metafore, perché sono per lui scorciatoie per afferrare l’essenza di ciò che vuoi comunicare con il minimo sforzo possibile. Per questo è consigliato usare termini e situazioni familiari, in quanto il cervello apprende maggiormente focalizzandosi su qualcosa che già conosce. Rimuovi le astrazioni dando una concreta evidenza che provi ciò che stai dicendo. Il messaggio vedrai che arriverà.

 

3. SFRUTTA IL SENSO DI “URGENZA”.

Questo suggerimento di neuromarketing è particolarmente utile se hai un e-commerce o proponi servizi online. Condividi messaggi mirati tramite e-mail, notifiche push o persino SMS, menzionando sconti a tempo limitato, offerte esclusive ed eventi imminenti. (Però per davvero, non come le offerte Eminflex!).
Ciò creerà un senso di urgenza tra i tuoi clienti.

 

4. EMPATIA.

L’azienda vince quando crea una connessione emozionale con il cliente. La soddisfazione, oggi, non basta più; quello che cerchiamo è un valore differente, di natura emotiva, con il quale possiamo identificarci o trovare rifugio.

Per questo motivo, oggi più che mai, abbiamo bisogno di significati e vicinanza.

Ma attenzione: i clienti si considerano emotivamente connessi con il brand quando quest’ultimo è in linea con le loro motivazioni e li aiuta a soddisfare desideri radicati e spesso inconsci. E si fidano enormemente di più di persone familiari, percepite come alla pari o amiche. Il ruolo dei social network, e di come gli altri parlano di te, è fondamentale.

 

5. USA IL “BIAS DI CONFERMA”

Il “bias di conferma” è un processo mentale che consiste nel ricercare, selezionare e interpretare informazioni in modo da porre maggiore attenzione a quelle che confermano le nostre convinzioni, e viceversa, ignorare o sminuire informazioni che le contraddicono.
Ciò significa che i tuoi clienti si avvicinano al marchio con una serie specifica di nozioni e aspettative sui tuoi prodotti o servizi, che devi solo confermare per garantire la conversione. Invia e-mail interattive che sollecitino per esempio feedback e risposte a sondaggi per misurare le esigenze qualitative dei clienti.

 

SEI ANCORA SICURO CHE TUTTO QUESTO SIA SOLO “VENDERE”?

Se vuoi conoscere come adoperare il neuromarketing nelle tue strategie aziendali, contattami

Filomena Pietrangeli
Marketing & ADS Analyst
filomenapietrangeli@ramitalia.it
331 1414894

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