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News21 Luglio 2016by Dante RuscelloIl Marketing nell’era del Web 2.0

– “Non credo che la presenza della mia azienda su internet o sui Social Network possa realmente aiutarmi a vendere di più!”

Fino a qualche anno fa si sentivano migliaia di commenti come questo. Dall’alba dei tempi internet è sempre stata vista come una vetrina promozionale su cui solo alcuni grandi Brand potevano permettersi di essere presenti.

Con il tempo le cose sono cambiate: da inizio millennio internet ha incominciato a perdere quella sua caratteristica fredda e misteriosa, passando da semplice vetrina ad una vera e propria piattaforma conversazionale in cui le persone si incontrano per parlare, scambiarsi idee e riunirsi in vere e proprie tribù digitali, lasciando che i Media Tradizionali perdessero sempre più interesse.

Internet, quindi, è stata sia causa di cambiamento grazie a tecnologie che hanno permesso una maggiore interazione, avere informazioni dettagliate e un abbattimento delle frontiere geografiche, sia una vera e propria arma nelle mani di una popolazione sempre più ostile verso messaggi pubblicitari standard e  sempre più alla ricerca di un significato Esperienziale piuttosto che Funzionale nei prodotti che consumano. Nel complesso, dunque, Internet ha fornito maggiore potere e capacità decisionale sui consumi, consentendo di ricevere e ri-codificare messaggi pubblicitari e di abbattere lo strapotere che fino a qualche anno fa i Brand internazionali imponevano, a suon di pressanti messaggi pubblicitari, creando un’immagine monolitica da Brand “Top of Mind”, quasi a voler imporre un monopolio nella mente delle persone.

Tutto ciò ha portato a una ridefinizione del Marketing tradizionale verso uno più contemporaneo e meno convenzionale. Il mondo della comunicazione pubblicitaria e di costruzione della stessa, infatti, è cambiato, passando da una struttura incentrata esclusivamente sui mass media, a una di tipo “Virale” che ha fatto tornare in auge vecchi metodi arcaici come ad esempio il Passaparola, oggi definito, in campo digitale, “Buzz”(ronzio ad alta frequenza).

Prima di addentrarci sui metodi per strutturare una campagna pubblicitaria al giorno d’oggi, è giusto soffermarci su una figura che si sta facendo sempre più strada, che è “l’Influencer” o “Opinion Leader”.

Questi nuovi “Guru”, sfruttando la maggiore autonomia e il potere che il web 2.0 ha dato nelle mani delle persone comuni, sono in grado di influenzare decine, centinaia, migliaia ma anche milioni di persone in tutto il mondo, generando un interesse più forte di quanto una campagna pubblicitaria riesca a fare, utilizzando con maestria i nuovi strumenti tecnologici per entrare a contatto con specifiche nicchie di pubblico.
     

Il marketing di oggi, nella pianificazione di una campagna pubblicitaria tiene conto di tutto ciò, integrando nella strategia gli Influencer. Vediamo come:

Nel primo caso, una campagna pubblicitaria tradizionale, inizia con il lancio del prodotto sul mercato, declinata su vari mezzi; con il passare del tempo la pressione della comunicazione va diminuendo e l’unica possibilità per mantenere alta la pressione è continuare ad investire denaro.

Nel secondo caso, il flusso inizia già prima del lancio del prodotto creando attesa e Buzz proporzionale alla massa e all’abilità di Influencer coinvolti. Solo successivamente il prodotto viene lanciato sul mercato e il messaggio declinato su media selezionati e su vari mass media, che prevede la giusta esposizione sui diversi mezzi, garantendo una copertura totale. La particolarità di questo flusso sta in quell’ulteriore incremento esponenziale che vediamo. Se il seeding (inseminazione) è stato fatto inizialmente in maniera egregia otterremo questo effetto virale dovuto al “chiacchiericcio” che si è originato dagli Influencer e successivamente si è diramato a una miriade di consumatori che a loro volta generano ulteriore passaparola; tutto ciò permette che l’attenzione non cali come abbiamo visto nel primo caso ma anzi aumenti in maniera esponenziale.

Vediamo quali sono le caratteristiche che un contenuto deve avere per essere definito “Virale”:

  • Storia divertente, che catturi l’attenzione
  • Contenuto fresco, qualcosa di mai visto prima
  • Sottile, l’associazione con la marca deve essere quasi impercettibile
  • Portabile, costituito da uno o più format da smistare nei più disparati mezzi (internet, Mass Media)
  • Condivisibile, le persone lo condivideranno con altri e creeranno conversazioni in merito
  • Attuale, riferito ad avvenimenti dei nostri tempi.

Possiamo notare da tutto ciò appena detto, quindi, come un contenuto virale non riguarda esclusivamente Internet come molti credono!

In conclusione, quindi, sono 3 i punti chiave a cui devi prestare attenzione, se sei un dirigente d’azienda, per poter oggi strutturare al meglio un Piano Marketing/Pubblicitario:

  • la Pubblicità Non va fatta solo sui Mass Media; tieni a mente il flusso non convenzionale per programmare una campagna che prevede la giusta esposizione sui media e sul Web;
  • punta sulla creatività, così da attrarre pubblico e ottenere effetto Virale;
  • rivolgiti a Mass Media al passo con i tempi; sempre più Tv e Radio sfruttano il potere insito nelle nuove strategie pubblicitarie come ad esempio Google Adwords, Facebook Ads, Shazam, e la produzione di spot Virali per creare palinsesti pubblicitari più interattivi, creativi e targetizzati.

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Vincenzo Storti
Consulente Aziendale
vincenzostorti@ramitalia.it

Data: 21 luglio 2016.

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