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News16 Febbraio 2021by Marisa MassaroAttitudine all’innovazione

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Qualche giorno fa ho letto con piacere una tesi di laurea il cui titolo ha destato il mio interesse: l’innovazione come strumento anticrisi.

 

Una puntuale analisi fatta nel tessuto operativo del Veneto durante la crisi economica del 2008; seguita da una attenta ricerca dei motivi che hanno decretato il fallimento di molte aziende e il potenziamento di molte altre.

 

“Il mercato non si fermerà, semplicemente cambierà perché muteranno i suoi bisogni. Ci saranno aziende che per scarsa attitudine all’innovazione scompariranno superato un periodo di resistenza dovuto dall’inerzia storica del vissuto aziendale. Altre che nasceranno occupando spazi nuovi e ponendosi risolutori dei nuovi bisogni del mercato ed altre ancora che si rafforzeranno   grazie alla spiccata attitudine ad anticipare gli eventi…ad INNOVARSI!“ Questo un estratto delle battute finali della tesi.

 

Ora, non me ne vogliate, anzitutto voi che operate in settori che quest’anno stanno soffrendo oltremodo per l’improvvisa chiusura, ma mi sento di insistere su un aspetto: la vera crisi morde le aziende che subiscono gli eventi o reagiscono in ritardo ad essi. Non mina aziende che invece si pongono con una impostazione proattiva, protesa a fare oggi quanto è necessario domani. Valeva nel 2008, vale oggi e varrà in futuro.

MA COME SI NUTRE L’ATTITUDINE ALL’INNOVAZIONE?

Impostando la rotta dello sviluppo sui valori di preferenza del mercato.

Oggi la scelta d’acquisto non è condizionata dal valore funzionale del prodotto-servizio ma dal suo VALORE SOCIALE, cioè dal modo in cui esso contribuisce al beneficio di tutti e dall’impatto che ha sulla collettività.

 

Stimolando la creatività del team di lavoro.

Abbandonando il concetto di fare come si è sempre fatto, aprendosi a nuovi modi di fare. Lo smart working ha già messo in crisi il sistema lavorativo passato, basato sul controllo e sulla stanzialità. Oggi il lavoro tende alla flessibilità ed è regolato dalla fiducia. Il controllo sta lasciando il passo alla verifica della qualità con cui si raggiungono gli obiettivi nei tempi concordati.

 

Ricercare nuovi modelli di business non deve essere competenza di pochi ma deve tendere al contributo di tutti. Occorre tuttavia prestare attenzione ad un aspetto, il contributo di ognuno diventa di valore solo se inserito all’interno di una cornice metodologica che ne detta tempi e modalità di organizzazione verso possibili modelli di sviluppo e di gestione. Un apporto fondamentale all’interno di tale processo trasformativo può essere svolto dai leader innovativi, individui che non hanno necessariamente una visione ma sono capaci di guidare l’innovazione.

 

Le aziende hanno bisogno di uscire da una visione ristretta dell’innovazione circoscritta a un ambito burocratico se non, addirittura, di mero slogan: non basta più creare un ufficio innovazione, occorre coinvolgere le persone in modo diretto ed emotivo.

E nello spirito dell’esperienza collaborativa che è nato il nostro nuovo progetto Aziende InnovATTIVE.  Un confronto con imprenditori che nell’anno pandemico non si sono fermati ma hanno investito il tempo lento in progetti innovativi pronti a rispondere ai bisogni del mercato post crisi.

 

Venerdì c’è stato il primo arricchente confronto con Alfonso Mastantuoni, founder di Irondom.

Clicca qui per vedere il video

 

Il prossimo appuntamento con Aziende InnovATTIVE 

ci sarà venerdì’ 19 marzo.

Avrò il piacere di incontrare Federica Brancaccio,

AD di Brancaccio Costruzioni spa e presidente ACEN.

Vi aspetto dalle 16.30 alle 17.00.

 

Marisa Massaro
Architetto e Brand Manager
marisamassaro@ramitalia.it
338 4740981

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